Ai limiti della legge?

Ultimamente  si parla molto dei tre  mercati di Via Antonelli, Via Chiana, Via Magna Grecia, oggetto della famosa “Delibera Cam”  e non solo sulle solite testate. Prima è apparsa un’intervista sul sito della ditta all’amministratore unico della CAM srl Angelo Marinelli (> l’intervista sul sito apparsa a fine aprile), poi un articolo su Il Tempo (> articolo 1 maggio), poi  una lettera sul Corriere della Sera firmata dallo stesso Marinelli (> lettera del 5 maggio) a cui hanno  risposto ieri  gli operatori di due mercati (> lettera del 13 maggio). A parte quest’ultimo, gli  altri tre  interventi  sono tutti decisamente a favore dello scambio immobiliare e  poggiano su argomentazioni molto simili  (e se ciò è più che comprensibile nelle dichiarazioni sottoscritte direttamente dal “Patron” della CAM,  lo è un po’ meno nel caso dell’articolo sul Tempo): i mercati cadono a pezzi, servono più parcheggi, la società privata risolve un problema al Comune, anzi lo ricopre di  alloggi per i senza casa. Però  nessuno dei tre  accenna al fatto che i mercati e le annesse autorimesse da centinaia di posti auto,  verrebbero abbattuti e ricostruiti con migliaia di cubature in più, sotto e sopra, con l’aggiunta di  uffici, negozi  e appartamenti di lusso, e soprattutto che l’operazione verrebbe condotta  senza alcuna gara di evidenza pubblica, nonostante superi di almeno dieci volte il tetto previsto dalle normative europee.  In compenso l’autore dell’articolo de Il Tempo taccia chi sta cercando di fermare la Delibera in attesa di ottenere più  chiarezza, cioè i Comitati NO PUP e  Cittadinanzattiva Lazio Onlus (a cui però bisognerebbe aggiungere alcuni  consiglieri comunali, in particolare Nanni e De Luca, e, per le richieste di approfondimenti,  la stessa Commissione Patrimonio capitolina), di promuovere “polemiche spesso strumentali” e   di  “carpire la buona fede di qualche residente” (ma su questo lascia il beneficio del dubbio) “per prendere tempo e bocciare, nella logica dei no, progetti utili all’ammodernamento della capitale”. L’intervistato Marinelli, sul sito CAM, si spinge oltre: “chi si oppone ad ogni possibilità di mettere mano a queste strutture, organizzando proteste, mettendo in giro voci al limite della legge (“procurato allarme” e “diffamazione a mezzo stampa”, tanto per intenderci)”  è  paragonabile ai “NO TAV”: intervistatore “Addirittura?” Marinelli : “Il paragone è calzante”. Quanto sia calzante paragonare  una richiesta di maggiore  trasparenza  su un’operazione da centinaia di milioni di euro a “diffamazione a mezzo stampa” e “procurato allarme” non è dato sapere. Né cosa si intenda con “ai limiti della legge”, dato che gli operatori e/o i comitati, proprio  per verificare se lo scambio immobiliare rientrasse nei limiti della legge, si sono rivolti, nell’ordine: all’Autorità di Vigilanza sulle Opere Pubbliche, alle Commissioni  Europee, alla Commissione Patrimonio e Politiche Abitative, alla Commissione Urbanistica, all’Ufficio Speciale Emergenza Traffico e Mobilità, all’Ufficio Pianificazione delle Infrastrutture Destinate al Parcheggio,  fino alla  Procura della Repubblica. Per non parlare delle innumerevoli lettere inviate ai consiglieri di maggioranza e di opposizione e a tutti i capigruppo. Anche il senatore Pedica  (IDV) ha presentato un’interrogazione parlamentare e i deputati Morassut e Meta (PD) una risoluzione alla Camera. L’Ordine degli architetti ha lanciato un appello in difesa del Mercato Metronio. Tutta gente  “ai limiti della legge”?

Coordinamento dei Comitati NO PUP
Cittadinanzattiva Lazio Onlus

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