DIFENDIAMO IL MERCATO PINCIANO: PROVE TECNICHE DI UN VERO MERCATO RIONALE

Un momento dell’iniziativa al Mecrto Pinciano

L’altro ieri al mercato Pinciano per due ore abbiamo avuto un esempio di quello che dovrebbe essere, e che può diventare, un mercato rionale, se anziché  il suo valore economico/edilizio si provasse ad incrementare il suo valore sociale e culturale. L’iniziativa è stata organizzata  dagli operatori del mercato di via Antonelli insieme ai comitati NO PUP –  Difendiamo i mercati rionali, Cittadinanzattiva Lazio, Quintostato e agli operatori di altri mercati cittadini, per difendere il mercato Pinciano dal rischio di abbattimento e ricostruzione, con vari piani supplementari destinati ad uffici e appartamenti di lusso, prospettato dalla famosa  “Delibera  129”, in lista d’attesa per il voto del Consiglio capitolino.  Ma soprattutto per continuare la riflessione sul rilancio dei mercati romani, che per i promotori deve riportarli a essere   il cuore pulsante dei quartieri, piazze pubbliche dove ci si incontra, dove si trovano  prodotti e tradizioni del territorio, dove si possono inventare, come l’altro ieri, momenti di dibattito, di musica, di degustazione tutti insieme.

Un rilancio che per essere autentico e duraturo non può che  nascere da un ripensamento culturale dei  mercati,  oltre che  dalla loro ristrutturazione,  da realizzare attraverso una progettazione partecipata degli operatori e dei cittadini, e anche attraverso una riflessione generale della città sul  ruolo e sulle funzioni di questi spazi. Spazi  vecchiotti che per troppo tempo sono stati abbandonati all’obsolescenza, consegnati   a un progressivo ridimensionamento del numero dei banchi che li rende sempre meno attraenti, oppure spazi ultramoderni,  rinchiusi in strutture avveniristiche che ne hanno prodotto una mutazione genetica, trasformandoli in  brutte copie di centri commerciali, schiacciate da  piani  di cubature soprastanti,  come il mercato Trionfale e il mercato di Ponte Milvio, dove la lenta agonia dei negozi sopra l’area mercatale è finita con l’istallazione di un ipermercato Trony, che nella città consolidata non avrebbe mai dovuto trovare posto.

Eppure, nonostante il fallimento del modello di questi  nuovi mercati, dove  dall’inaugurazione ad oggi ha chiuso circa il 30% dei banchi (Ponte Milvio) o c’è stato un notevole ricambio degli operatori  e un decremento del valore di avviamento dell’attività da circa 50.000 € a 15000 /25000€ (Trionfale) , l’Assessorato al Commercio progetta di indire nuove gare di project financing che dovrebbero riguardare  altri 32 mercati, di cui 9   in dirittura d’arrivo, per ristrutturare – in molti casi abbattere e ricostruire – mercati storici della città ampliandone le cubature per attirare i capitali privati. Un progetto che, a stare alle dichiarazioni di ieri di Franco Gioacchini, Presidente dell’Upvad, Confcommercio combatterà fino in fondo “perché i  mercati sono  uno spazio di incontro e non permetteremo che vengano devastati”.  Una battaglia che dovrebbe però cominciare dall’informazione di tutti gli operatori interessati, che nella maggior parte dei casi,  a oggi, non sono a conoscenza di nulla. E che, magari, come gli operatori dei  mercati di via Antonelli, via Magna Grecia e  via Guido Reni, sarebbero pronti a portare avanti loro stessi  le ristrutturazioni. Bisogna però vedere se per l’amministrazione (questa, ma anche quella precedente)  sui mercati hanno “voce in capitolo” anche i diretti interessati o solo le società  edilizie.

POST SCRIPTUM: l’Assessore al Commercio Bordoni, invitato  sia alla manifestazione del Mercato Pinciano, sia all’analoga iniziativa del Mercato  di Via Magna Grecia del 24 maggio, non  ha  partecipato a nessuna delle due, anzi, non ha neanche risposto all’invito. Invece ieri,  27 giugno, ha ritenuto di intervenire all’iniziativa degli operatori del mercato di Via Chiana, anch’esso oggetto, come gli altri due mercati,  dello scambio immobiliare previsto dalla Delibera 129. C’è da chiedersi se per l’Assessore gli operatori di Metronio e Pinciano siano “filgi di un Dio minore” o se piuttosto non debbano scontare  la loro opposizione alla Delibera , che gode  invecedell’incondizionato consenso  degli operatori del  mercato di Via Chiana.

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