Delibera Cam per lo scambio immobiliare dei mercati rionali: a futura memoria

Un momento della Manifestazione “Difendiamo il Mercato Metronio” del maggio scorso

Nonostante i nodi irrisolti nelle prossime settimane la Delibera approderà al Consiglio Capitolino
Può il Comune cedere tre mercati rionali situati nel cuore dei quartieri più pregiati della città (Parioli, San Giovanni, Trieste) a una ditta privata, senza alcuna gara di evidenza pubblica? E può prevedere una variante urbanistica che  permetta l’abbattimento e la ricostruzione degli  edifici con vari piani di negozi, appartamenti di lusso e uffici  in più? E può farlo barattando il valore immobiliare dei mercati con  la costruzione di alloggi per housing sociale, anche questa affidata alla stessa ditta, senza alcuna gara?

Quando, il 24 gennaio 2012, abbiamo ottenuto  l’audizione alla Commissione Patrimonio e Politiche Abitative, chiamata a esprimere il suo parere sulla Delibera 129, che avrebbe poi dovuto essere votata dall’Assemblea Capitolina, avevamo tantissime questioni  da discutere.

Non  riuscivamo a capacitarci dell’intenzione di distruggere edifici storici (il Mercato Metronio del Morandi è  addirittura nelle antologie dell’architettura contemporanea) che avevano  solo bisogno di una semplice (e relativamente poco costosa) ristrutturazione. E ci sembrava inaccettabile che un mercato, uno dei pochi luoghi  pubblici tradizionali sopravvissuti all’invasione dei centri commerciali, anziché venire rilanciato come pulsante spazio sociale potesse venir trasformato nella brutta copia di un supermercato, senza alcuno scrupolo per il destino degli operatori.

Ma queste erano scelte che  riguardavano  la sfera  “politica” dell’amministrazione, che  ha  il potere di prendere decisioni anche impopolari in nome di quello che ritiene l’interesse generale. Le nostre domande   più urgenti riguardavano proprio questo “interesse generale – che non riusciamo a percepire – e volevamo  porre questioni in merito al  rispetto della legalità  e la tutela del bene pubblico, che a nostro avviso presentavano diverse  “zone d’ombra”.

La Delibera prevede infatti che il Comune ceda alla Cam srl i mercati Pinciano, Metronio, Trieste con annesse autorimesse da centinaia di posti auto, nella prospettiva della loro demolizione e ricostruzione con vari piani di parcheggi sotto e vari piani di cubature sopra l’area mercatale, area che alla fine dei lavori ritornerebbe di patrimonio pubblico insieme a un’esigua quota di parcheggi. In cambio la ditta privata dovrebbe fornire un certo numero di alloggi per housing sociale, da stabilire dopo aver verificato il valore potenziale delle nuove costruzioni. In pratica un impegno “a scatola chiusa” – e senza elementi che possano quantificare il presunto interesse generale – che, al contrario di quanto prescritto dalle norme europee, verrebbe preso senza la concorrenza di altri soggetti che potrebbero offrire condizioni più vantaggiose per la collettività.

La giustificazione addotta dai promotori dell’operazione è che la ditta avrebbe acquisito un diritto sui mercati perché titolare di tre interventi inseriti nel Piano Urbano Parcheggi del 2006/2007, che prevedevano lo scavo  di un ulteriore piano interrato sotto i tre edifici per ampliare i parcheggi esistenti per un   totale  di 205 posti auto, ma    nessun contratto né convenzione  ci risulta  a oggi stipulato  tra Comune e CAM per tali ampliamenti.   Tra l’altro, in seguito, la stessa CAM ha poi ventilato, in un “protocollo di intesa” siglato con gli operatori del Mercato Trieste (non è chiaro  a che titolo), delle  difficoltà nel  realizzare in sicurezza  uno scavo sotto il mercato: “la struttura portante dell’attuale edificio non è stata progettata per ospitare né ulteriori piani interrati, né ulteriori piani sovrastanti e quindi si opererebbe con un costante pericolo di cedimenti o crolli…”.
Alla fine dell’audizione,  la Commissione Patrimonio  ha recepito i nostri quesiti, ritenendo di  rilasciare  il parere sulla Delibera solo  dopo gli opportuni approfondimenti sulle mancate procedure di evidenza pubblica, sui presunti diritti acquisiti della CAM e sulla fattibilità degli ampliamenti, ma , a quasi nove mesi di distanza, nessuno ci ha risposto,  a partire dalla stessa Commissione Patrimonio, che ci risulta che   non abbia ancora ottenuto risposte dirimenti alle delucidazioni richieste all’Avvocatura Comunale, all’ufficio Emergenza Traffico e Mobilità e all’Ufficio Pianificazione delle Infrastrutture Destinate al Parcheggio.

Nel frattempo  la Delibera, anche senza il parere  favorevole della Commissione Patrimonio, senza quello della Commissione Commercio, che curiosamente non è stata neanche interpellata, e con un parere della Commissione Urbanistica che si è espressa  solo a favore dalla prosecuzione dell’iter, è stata  comunque inserita  nei lavori dell’Assemblea Capitolina. E nelle prossime settimane settimane, passerà al voto del Consiglio.

Noi riteniamo che qualsiasi amministrazione non dovrebbe  lesinare sul rispetto scrupoloso e sostanziale e non solo formale delle regole, sulla trasparenza e chiarezza delle procedure, ma a questo punto disperiamo che qualcuno chiarisca i nostri dubbi prima dell’approvazione della Delibera.

Speriamo  che, se effettivamente ci sono dei nodi irrisolti, un giorno vengano al pettine, e che qualcuno sia chiamato a rispondere  nelle sedi deputate e di fronte ai cittadini  per gli eventuali danni erariali provocati dalla Delibera, che siano  mancati introiti, o risarcimenti alla ditta, che, dopo il voto dell’Assemblea comunale, avrà  certamente diritti da accampare sui mercati.

Anna Maria Bianchi Portavoce Coordinamento Comitati NO PUP
Roberto Crea Segretario   Cittadinanzattiva Lazio

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