Mercati d’Autore :Nomentano di Piazza Alessandria

Mercati d’Autore. A Roma il futuro dei mercati rionali comincia al Nomentano di Piazza Alessandria

Un restyling evidente che ha regalato al bel mercato di piazza Alessandria una nuova piazza coperta, con tavoli, pancali, wi fi e libreria. Ma è solo il primo di una serie di interventi che farà del Mercato Nomentano un modello da imitare.

Mercati d'Autore. A Roma il futuro dei mercati rionali comincia al Nomentano di Piazza Alessandria

Al mercato di Roma… Meglio che a Barcellona

Se l’obiettivo più ambizioso del progetto Mercati d’Autore, battezzato ufficialmente oggi al Mercato Nomentano di Roma, è quello di “superare i più celebri esempi europei, sfruttando le specificità del sistema mercatale italiano, i suoi prodotti, le sue qualità, per farsi a propria volta punto di riferimento per altri”, come ha riferito Giuseppe Gerace (presidente uscente del II Municipio) dando la propria benedizione al progetto, l’iniziativa promossa con la collaborazione di Apre Roma prende avvio sotto i migliori auspici. Certo il traguardo è oltremodo ambizioso, ai limiti del fantasioso, ma per cambiare le cose tanto meglio volare alto.

A cominciare dalle fondamenta, quella Carta dei Valori che d’ora in avanti vigilerà sulle attività commerciali, sociali, culturali del mercato di piazza Alessandria, e un giorno non troppo lontano – chissà – anche sulla sorte di altri mercati rionali che vogliono ritagliarsi un futuro diverso. E tornare a vivere com’è giusto che sia per questi punti di ritrovo cittadini che dovrebbero custodire l’eredità del passato attualizzandolo in chiave moderna, nel segno di una continuità interrotta dall’incuria e dall’abbandono degli ultimi tempi, che lentamente ha fatto tabula rasa di tutte quelle attività di condivisione che il mercato di quartiere concentra intorno alla cultura alimentare.

Il Mercato Nomentano torna a vivere

È proprio l’incuria uno dei primi nemici che la riqualificazione del mercato Nomentano è riuscita a sconfiggere restituendo dignità ad uno degli spazi mercatali coperti più belli della Capitale, quell’edificio in stile umbertino costruito nel 1926 a pochi passi da Porta Pia, con belle porte in ferro battuto e frontoni decorati che arricchiscono all’esterno le pareti in mattoncini. Proprio alle sue caratteristiche architettoniche il mercato di piazza Alessandria deve un fascino mai svanito, nonostante la chiusura di molti banchi negli ultimi anni; e per fortuna, di comune accordo con l’allora assessore al Commercio Marta Leonori (presente – ed emozionata – in prima fila all’inaugurazione con la stampa), qualche mese fa gli stessi operatori del mercato hanno deciso di credere nelle sue potenzialità, intraprendendo un percorso condiviso che oggi è evidente nella realizzazione di una “piazza” con tavoli e pancali in legno, presto dotato di wi fi per offrire uno spazio confortevole a chi vuole fermarsi per mangiare qualcosa o semplicemente leggere il giornale.

La somministrazione per il nuovo Testo Unico sul Commercio

Inoltre, il prototipo dei Mercati d’Autore, è andato incontro a un restyling a costo zero per l’amministrazione che ha previsto anche una nuova segnaletica in stile e una mappatura delle attività che animano il mercato ogni giorno. In attesa che l’iter legislativo per l’entrata in vigore del Testo Unico sul Commercio approvato nel luglio 2014 possa giungere al termine (ad ora è incagliato in Consiglio Regionale), e garantire così la possibilità di somministrare bevande e alimenti cucinati in loco, e offrire spazi attrezzati per consumarli sul posto (ma non meno importante sarebbe garantire una protrazione dell’orario di apertura). Mercati d’Autore è il marchio elaborato da SuLLeali Comunicazione Responsabile per lanciare un messaggio che prende spunto dalla memoria di grandi personalità, da Trilussa ad Anna Magnani, da Gioacchino Belli a Aldo Fabrizi, che in passato hanno suggellato il legame tra la gente di quartiere e la realtà mercatale.

Oltre al nome c’è di più

Ma questo “non è solo un mercato che si rifà bello, piuttosto una realtà che vuole offrire standard elevati di sicurezza e genuinità ai cittadini, per proporsi come attrattiva al centro di itinerari turistici e posto privilegiato per riscoprire la cultura e le tradizioni culinarie locali”, ha ribadito la presidente di SuLLeali. Come lei, Luigi Gentile, presidente di Apre Roma, ha riposto grandi aspettative sul mercato Nomentano: “Insieme agli operatori abbiamo sviluppato una nostra idea di nuovo mercato, costruendo tra mille difficoltà un punto di partenza importante. Ora però dobbiamo essere in grado di supportarlo, creando feste di piazza e risvegliando le coscienze di quartiere. Peccato che ora a livello politico ci sia un po’ di confusione”. E dal canto suo cosa dice la politica? Sul palco c’è Emilia La Nave, assessore municipale alle attività produttive, ma non manca di dire la sua anche Marta Leonori, chiamata a intervenire sulla realizzazione di un progetto che ha sostenuto sin dall’inizio: “In genere la riqualificazione di strutture belle come questa passa per la gestione di privati, invece questo era un progetto da sostenere perché in mano agli operatori, che meglio degli altri capiscono ciò di cui c’è bisogno. E questa è la dimostrazione che chi vive il mercato può essere protagonista della riqualificazione”. Cosa può fare l’amministrazione per sostenerli? “Garantire la somministrazione e una procedura di assegnazione più agile, che non passi più per un bando unico con migliaia di partecipanti. E ora gli Uffici del Comune hanno bisogno di un dirigente che sposi questo obiettivo”. Le fa eco l’assessore La Nave: “La burocrazia non si è ancora adeguata alla nuova idea di mercato, che deve cambiare per tornare a influire nella vita di quartiere. Sarebbe utile andare verso una gestione lasciata a residenti e operatori, perché i mercati sono delle imprese che conoscono le esigenze del territorio”.

La Carta dei Valori

E l’ennesima conferma arriva da Roberta Moscogiuri, fioraia e giovane presidente del mercato Nomentano, dove lavora da 10 anni; a lei si deve buona parte del merito, se oggi c’è qualcosa da festeggiare: “Non è stato facile trovare la strada giusta, ma Apre Roma ha reso tutto questo possibile, mi sembra un sogno. Certo, non è un punto d’arrivo, ma solo l’inizio di un cambiamento che vogliamo vivere. Abbiamo creato anche una libreria per lo scambio di libri, cerchiamo di migliorare sempre di più. Di idee ce ne sono molte”. Il nuovo foyer è stato realizzato su progetto dello Studio Tecnico Petrucci e presto si popolerà di chi vuole concedersi una pausa dall’ufficio all’insegna della genuinità, come recita la Carta dei valori, che al mercato del futuro assegna tante responsabilità (possibilità): risorsa economica e relazionale, luogo di scambio, consorzio di attività, attrattiva turistica e culturale, veicolo di sostenibilità, custode di alimentazione genuina e tradizionale. La strada è stata tracciata e tanti altri mercati romani sperano di unirsi alla squadra.

a cura di Livia Montagnoli    (gambero rosso)

 

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