Asknews: Raggi, rilanciamo i mercati rionali

Raggi: rilanciamo mercati rionali senza aumentare le tariffe  //code.jquery.com/ui/1.11.1/jquery-ui.js/js/global.jshttps://static.addtoany.com/menu/svg/icons.21.svg.js //www.google-analytics.com/analytics.js http://b.scorecardresearch.com/beacon.js    //ajax.googleapis.com/ajax/libs/jquery/1.8.2/jquery.min.js

Roma, 29 gen. (askanews) – “Entra nel vivo il processo di riorganizzazione del sistema commerciale”. Lo scrive sul sito del comune la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Vogliamo realizzare interventi in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini e degli operatori che devono lavorare in condizioni di massima sicurezza. In tal senso, abbiamo avviato un’azione di rilancio dei mercati rionali. Invertendo la rotta rispetto al passato, investiremo risorse in modo trasparente, mirato e più efficace per la riqualificazione e l’ammodernamento delle strutture. E’ nostra priorità recuperare il ritardo e la carenza nella manutenzione, con criticità che si sono accumulate nel tempo. E lo faremo senza aumentare le tariffe: né adesso, né in futuro”.

Roma Today: proteste per le nuove imposte sui mercati a Roma

Mercati rionali, la protesta: “Tagli e nuove imposte. Siamo stufi delle batoste”

Flash mob in diversi plateatici romani e una conferenza stampa nella sede del mercato di Magliana. L’assessore Meloni: “Non abbiamo aumentato le tariffe, vogliamo gestire i fondi per la riqualificazione”

“Raggi: tagli e nuove imposte. I mercati stufi delle batoste”. E’ lo striscione comparso fuori dai plateatici di Centocelle, Appio Latino, Magliana, Trullo. Gli operatori hanno organizzato dei flash mob contro l’emendamento votato in Aula per aumentare il canone da versare al Comune. Fino a oggi una serie di convenzioni firmate con le cooperative di gestione permettevano agli operatori di trattenere la quasi totalità delle tasse (80/90 per cento) per coprire le spese dei servizi interni al mercato: bollette di acqua e luce, pulizia delle corsie e dei bagni pubblici, vigilanza notturna, piccoli lavoretti di manutenzione ordinaria.

Con il provvedimento si fa salire al 50 per cento la percentuale di canone da stornare nelle casse capitoline. L’assessore ha ribadito in più occasioni di voler gestire i soldi a livello centrale per riqualificare i mercati. “Non abbiamo aumentato le tariffe e non lo faremo in futuro. Vogliamo anzi investire nella riqualificazione delle strutture che non è stata realizzata finora in maniera efficiente. Vogliamo farlo perché gli operatori meritano di lavorare in strutture sicure”. E molte non lo sarebbero.

“Da un’analisi dei bilanci presentati negli ultimi 2 anni dalle singole AGS – spiega ancora – è emerso che l’importo utilizzato in maniera coerente con le voci di spesa per la manutenzione raggiunge mediamente il 50%, a fronte di quote trattenute dalle AGS che sono arrivate fino al 90% del totale. Per questo, non volendo aumentare le tariffe a carico degli operatori, l’amministrazione intende ora impegnare questi fondi in maniera diretta, efficace e trasparente per il rilancio dei mercati”. Ma gli operatori non ci stanno. Oggi la protesta e la conferenza stampa nella sede del mercato di Magliana.

“E’ la prima volta in 25 anni di vita delle ags mercatali che l’amministrazione di Roma Capitale non ha concertato con noi gli interventi – dichiara Valter Papetti, presidente di Anva (Associazione nazionale venditori ambulanti) Confesercenti – da diverse settimane abbiamo chiesto un incontro all’assessore al Commercio, non abbiamo avuto risposta, dalla stampa abbiamo appreso che per l’ennesima volta si cerca di fare cassa sulle pelle della nostra categoria, da febbraio con tutti i presidenti delle ags, siamo pronti alla riconsegna delle chiavi dei plateatici e dei mercati coperti”.

Idem per Paolo Rendina, coordinatore comitato mercati rionali. “L’ennesimo atto pubblico che di fatto vessa ancora una volta le piccole imprese a conduzione familiare, vero motore dell’economia romana, sta a farci capire dove questa amministrazione sta andando, o meglio favorire la grande distribuzione globalizzante, a discapito del tessuto sociale della città”.

Presente anche Maurizio Politi (FdI), consigliere capitolino vicepresidente della commissione Commercio. “Da subito ci siamo opposti all’approvazione di questo emendamento, prima in commissione e poi in aula Giulio Cesare, ma la maggioranza a Cinque Stelle è stata sorda a ogni richiesta. Abbiamo già fatto presente i palesi vizi di legittimità dell’atto in questione, che va a modificare in modalità unilaterale le precedenti convenzioni sottoscritte con gli operatori, ma non abbiamo ricevuto ascolto. Oggi stesso scriveremo al segretariato generale per sollevare ufficialmente la questione e chiedere l’annullamento dell’emendamento, che qualora fosse applicato costringerebbe decine di mercati rionali alla chiusura”. 

Roma Today aumentano tasse mercati a Roma?

 

Mercati rionali, autogestione ridotta: il 50% delle tasse torna al Comune

E’ quanto stabilito con un emendamento al bilancio votato ieri in Aula. Sul piede di guerra gli operatori: “Pronti a stracciare le convenzioni”. Meloni: “Presto strutture più moderne e funzionali”

Bollette di acqua e luce per illuminare il plateatico, pulizia delle corsie e dei bagni pubblici, vigilanza notturna, piccoli lavoretti di manutenzione ordinaria. Tutte mansioni che gli operatori dei mercati rionali, fin’ora, hanno pagato trattenendo le tasse dovute all’ente locale. Un’autonomia nell’amministrazione dei servizi interni stabilita nera su bianco da convenzioni firmate negli anni dal Comune e dalle cooperative dei singoli mercati, oltre 40 in tutta Roma, “autogestiti”. Ma, da oggi, si cambia musica.

Con un emendamento alla manovra di bilancio, votato ieri in Aula, l’amministrazione Raggi vuole fissare nuove regole: la percentuale di canone che andrà direttamente nelle casse del Comune sale dal 10/20 per cento (cifra variabile a seconda che i posteggi assegnati siano stati realizzati dall’amministrazione o degli operatori) al 50 per cento, la metà. Nel testo dell’emendamento si spiegano le ragioni del provvedimento: “Da verifiche è risultato che il sistema non ha garantito il risultato auspicato in quanto moltissime strutture mercatali risultano tutt’ora afflitte da numerose criticità di ordine tecnico legate in primis, tra le varie cause, alla mancata regolare effettuazione di interventi manutentori ordinari e di adeguate pulizie da parte degli operatori mercatali”. Lo ribadisce anche l’assessore al commercio, Adriano Meloni: “In molti casi gli interventi effettuati non sono stati adeguati e soddisfacenti”, spiegando poi l’intento generale. “Vogliamo rafforzare l’impegno per riqualificare le strutture rendendole più moderne e funzionali. Non sottraiamo fondi per i mercati”. Mette le mani avanti, in risposta a polemiche che stanno già montando.

La paura degli operatori è chiara: dove andrà a finire quel 50 per cento di canone? Su lavori mirati nei singoli mercati? “Non ci crediamo. E poi con quale pianificazione? Decideranno gli interventi insieme a noi? Non ci risulta dal momento che siamo stati a mala pena interpellati. Quei fondi servono alla manutenzione ordinaria, a quella straordinaria ha comunque pensato sempre l’amministrazione, quindi ci stanno di fatto togliendo soldi per tenere pulito ed efficiente il mercato”. Valter Papetti è sul piede di guerra. Presidente di Anva (Associazione nazionale venditori ambulanti) Confesercenti, e della cooperativa del mercato Laurentino, promette il caos. “Abbiamo delle convenzioni firmate, ogni Ags (Associazione gestione servizi operatori dei mercati rionali, ndr) ne ha una con il Comune, stanno violando dei contratti. Siamo pronti a chiederne l’annullamento. A questo punto vogliamo pagare tutto il canone per intero. Sarà il Comune a pensare a tutto”. Anche a una lampadina da cambiare. Perché le spese e gli interventi richiesti per tenere in piedi un mercato rionale viaggiano intorno ai 100mila euro l’anno, variabili ovviamente a seconda del mercato. E il 50 per cento che resta per tutti i servizi, rischia di non bastare, specie per quei mercati decimati, con box chiusi, sfitti, che non pagano la quota. “Al Laurentino abbiamo 3600 euro l’anno di pulizie alle ditte, 500 al mese di guardiania, 2mila euro l’anno di assicurazione più acqua e luce stiamo sui 2500 al mese”. Interventi che in assenza di convenzione dovrebbe fare il Comune.

Ma “se anche ci pensasse direttamente, ha idea di quanto si allungherebbero i tempi? Se ho un guasto di qualunque tipo lo riparo io immediatamente”. E’ preoccupato, e “contrarissimo a questo provvedimento”, anche Alberto Rendina, presidente dell’Ags del mercato Magliana. “Noi abbiamo 70 box e paghiamo solo per l’acqua circa 60mila euro l’anno”. E comunque “chi ci assicura che i soldi trattenuti vengono reinvestiti sul mercato che li ha versati?” Tornando nelle casse del Comune, per quanto l’assessore Meloni si dica intenzionato a reinvestirli in opere di riqualificazione delle strutture, resta il dubbio che poi, per pulire i bagni pubblici o riparare una telecamera del circuito di videosorveglianza, non ci siano i soldi.

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/**/Tra i contrari al provvedimento i consiglieri di Fratelli d’Italia, perché “celebra la morte di una delle più belle e storiche forme di commercio in città”. Dura la nota stampa diffusa ieri: “Pensare di fare cassa sugli esercizi commerciali, con una politica figlia del peggiore statalismo, è l’ennesima prova dell’approssimazione con la quale viene amministrata la città – dichiara il consigliere della commissione Commercio, Maurizio Politi – invece di intensificare le affrancazioni e gli incassi degli oneri concessori, dando alle casse comunali un po’ di respiro, si è deciso di colpire i più deboli, puntando il dito delle imposte contro mercati ed esercizi di vicinato”. Gli interventi necessari, invece, sarebbe altri. “Dobbiamo immaginare una più ampia possibilità di aprire alla somministrazione, un’opera di riqualificazione che sostenga gli operatori, magari scontando le imposte comunali in cambio di interventi strutturali e un numero maggiore di artigiani all’interno”. 

Mercati rionali: caro Comune, il problema non è la manutenzione ordinaria

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Foto ambm

Un emendamento  al bilancio approvato il 25 gennaio 2017 dall’Assemblea Capitolina,  prevede che una consistente quota (1) del canone per i posteggi, che oggi gli operatori dei mercati versano in buona parte  alle AGS (Associazione gestione servizi operatori dei mercati rionali) per la manutenzione ordinaria delle strutture (pulizia, guardiania, etc),  vada direttamente al Comune (2), che, secondo un comunicato diffuso dall’Assessore al commercio Adriano Meloni (3),  “ intende ora impegnare questi fondi  in maniera diretta” così “si potrà occupare del rilancio dei mercati“. Insorgono gli operatori, che temono un’ulteriore riduzione delle risorse per la gestione quotidiana dei mercati,  oltre a ulteriori passaggi burocratici,  con un allungamento dei tempi anche per  le più urgenti ed elementari necessità pratiche.

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