Mercati rionali: caro Comune, il problema non è la manutenzione ordinaria

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Foto ambm

Un emendamento  al bilancio approvato il 25 gennaio 2017 dall’Assemblea Capitolina,  prevede che una consistente quota (1) del canone per i posteggi, che oggi gli operatori dei mercati versano in buona parte  alle AGS (Associazione gestione servizi operatori dei mercati rionali) per la manutenzione ordinaria delle strutture (pulizia, guardiania, etc),  vada direttamente al Comune (2), che, secondo un comunicato diffuso dall’Assessore al commercio Adriano Meloni (3),  “ intende ora impegnare questi fondi  in maniera diretta” così “si potrà occupare del rilancio dei mercati“. Insorgono gli operatori, che temono un’ulteriore riduzione delle risorse per la gestione quotidiana dei mercati,  oltre a ulteriori passaggi burocratici,  con un allungamento dei tempi anche per  le più urgenti ed elementari necessità pratiche.

Come Difendiamoimercatirionali va dicendo da tempo,  le criticità che stanno portando i mercati coperti  al declino  non riguardano certo la  pulizia e la manutenzione ordinaria dei locali, quanto le gravi carenze nella manutenzione straordinaria, che il Comune, proprietario delle strutture,  trascura da anni. E non sarà certo una gestione diretta – da vedere in che modo e in che misura – dei costi della manutenzione ordinaria  a mettere gli operatori  in condizione  “di lavorare in strutture sicure” quando molti mercati sono ospitati in strutture fatiscenti e con impianti non a norma (anzi,  in molti casi gli operatori sono stati costretti  ad attivare fondi propri per opere di manutenzione  straordinaria).

A questo si aggiungono  gli assurdi  meccanismi che regolano i bandi per l’assegnazione dei posteggi,  e  anche  la sovrapposizione burocratica tra Comune e Municipi. Da tempo gli  operatori (e i cittadini che vogliono difendere questo patrimonio collettivo)   segnalano la inevitabile distanza degli uffici comunali da situazioni che solo un’amministrazione vicina al territorio può affrontare efficacemente. E invece, a quanto pare,  – in controtendenza con tutto quello che da tempo operatori e Municipi vanno chiedendo –  la scelta dell’assessore Meloni e della maggioranza capitolina va  nella direzione di un ulteriore  accentramento, con un’operazione che, anzichè lasciare agli uffici comunali le scelte strategiche, delegando tutto il resto alla dimensione locale, con buona probabilità porterà a un’ulteriore  rallentamento della gestione ordinaria senza intaccare le vere criticità che uccidono i mercati rionali.

Infine: un’amministrazione che ha sempre sbandierato la necessità della partecipazione e del dialogo con i cittadini, ci risulta che abbia introdotto questo cambiamento senza alcun confronto con gli operatori. E nemmeno con i cittadini interessati. Carteinregola e Difenndiamoimercatirionali  hanno  scritto all’Assessore Meloni a inizio dicembre chiedendo un incontro e non hanno mai avuto nemmeno una risposta.
Non è spostando competenze che si risolvono i problemi, ma rendendo più trasparenti i meccanismi, assicurando una costante regia e vigilanza pubblica, e soprattutto promuovendo la partecipazione, anche in queste scelte, della cittadinanza e degli operatori. Certo, i problemi strutturali dei mercati rionali  richiedono anche investimenti e sostegni, ma sicuramente  più trasparenza e più ascolto  permetterebbero di valorizzare  le risorse esistenti assai più di una ulteriore dose di burocrazia.

Anna Maria Bianchi Missaglia

> Vai al nostro documento consegnato ai candidati Sindaco di Roma nel maggio 2016 “Cosa vogliamo per i mercati rionali scarica quello-che-vogliamo-per-i-mercati-rionali

(1) Non avendo l’emendamento approvato ricostruiamo dal sottostante articolo di Roma Today, che afferma che “la percentuale di canone che andrà direttamente nelle casse del Comune sale dal 10/20 per cento (cifra variabile a seconda che i posteggi assegnati siano stati realizzati dall’amministrazione o degli operatori) al 50 per cento, la metà” e dal comunicato dell’Assessore Meloni (in calce) che tuttavia non fornisce dati precisi: ” è emerso che l’importo utilizzato in maniera coerente con le voci di spesa per la manutenzione raggiunge mediamente il 50%, a fronte di quote trattenute dalle AGS che sono arrivate fino al 90% del totale. Per questo, non volendo aumentare le tariffe a carico degli operatori, l’Amministrazione – conclude – intende ora impegnare questi fondi in maniera diretta, efficace e trasparente per il rilancio dei mercati“.

(2 Roma Today, 26 gennaio 2017 Mercati rionali, autogestione ridotta: il 50% delle tasse torna al Comune di Ginevra Nozzoli E’ quanto stabilito con un emendamento al bilancio votato ieri in Aula. Sul piede di guerra gli operatori: “Pronti a stracciare le convenzioni”. Meloni: “Presto strutture più moderne e funzionali”
„Bollette di acqua e luce per illuminare il plateatico, pulizia delle corsie e dei bagni pubblici, vigilanza notturna, piccoli lavoretti di manutenzione ordinaria. Tutte mansioni che gli operatori dei mercati rionali, fin’ora, hanno pagato trattenendo le tasse dovute all’ente locale. Un’autonomia nell’amministrazione dei servizi interni stabilita nera su bianco da convenzioni firmate negli anni dal Comune e dalle cooperative dei singoli mercati, oltre 40 in tutta Roma, “autogestiti”. Ma, da oggi, si cambia musica.

Con un emendamento alla manovra di bilancio, votato ieri in Aula, l’amministrazione Raggi vuole fissare nuove regole: la percentuale di canone che andrà direttamente nelle casse del Comune sale dal 10/20 per cento (cifra variabile a seconda che i posteggi assegnati siano stati realizzati dall’amministrazione o degli operatori) al 50 per cento, la metà. Nel testo dell’emendamento si spiegano le ragioni del provvedimento: “Da verifiche è risultato che il sistema non ha garantito il risultato auspicato in quanto moltissime strutture mercatali risultano tutt’ora afflitte da numerose criticità di ordine tecnico legate in primis, tra le varie cause, alla mancata regolare effettuazione di interventi manutentori ordinari e di adeguate pulizie da parte degli operatori mercatali”. Lo ribadisce anche l’assessore al commercio, Adriano Meloni: “In molti casi gli interventi effettuati non sono stati adeguati e soddisfacenti”, spiegando poi l’intento generale. “Vogliamo rafforzare l’impegno per riqualificare le strutture rendendole più moderne e funzionali. Non sottraiamo fondi per i mercati”. Mette le mani avanti, in risposta a polemiche che stanno già montando.

La paura degli operatori è chiara: dove andrà a finire quel 50 per cento di canone? Su lavori mirati nei singoli mercati? “Non ci crediamo. E poi con quale pianificazione? Decideranno gli interventi insieme a noi? Non ci risulta dal momento che siamo stati a mala pena interpellati. Quei fondi servono alla manutenzione ordinaria, a quella straordinaria ha comunque pensato sempre l’amministrazione, quindi ci stanno di fatto togliendo soldi per tenere pulito ed efficiente il mercato”. Valter Papetti è sul piede di guerra. Presidente di Anva (Associazione nazionale venditori ambulanti) Confesercenti, e della cooperativa del mercato Laurentino, promette il caos. “Abbiamo delle convenzioni firmate, ogni Ags (Associazione gestione servizi operatori dei mercati rionali, ndr) ne ha una con il Comune, stanno violando dei contratti. Siamo pronti a chiederne l’annullamento. A questo punto vogliamo pagare tutto il canone per intero. Sarà il Comune a pensare a tutto”. Anche a una lampadina da cambiare. Perché le spese e gli interventi richiesti per tenere in piedi un mercato rionale viaggiano intorno ai 100mila euro l’anno, variabili ovviamente a seconda del mercato. E il 50 per cento che resta per tutti i servizi, rischia di non bastare, specie per quei mercati decimati, con box chiusi, sfitti, che non pagano la quota. “Al Laurentino abbiamo 3600 euro l’anno di pulizie alle ditte, 500 al mese di guardiania, 2mila euro l’anno di assicurazione più acqua e luce stiamo sui 2500 al mese”. Interventi che in assenza di convenzione dovrebbe fare il Comune.

Ma “se anche ci pensasse direttamente, ha idea di quanto si allungherebbero i tempi? Se ho un guasto di qualunque tipo lo riparo io immediatamente”. E’ preoccupato, e “contrarissimo a questo provvedimento”, anche Alberto Rendina, presidente dell’Ags del mercato Magliana. “Noi abbiamo 70 box e paghiamo solo per l’acqua circa 60mila euro l’anno”. E comunque “chi ci assicura che i soldi trattenuti vengono reinvestiti sul mercato che li ha versati?” Tornando nelle casse del Comune, per quanto l’assessore Meloni si dica intenzionato a reinvestirli in opere di riqualificazione delle strutture, resta il dubbio che poi, per pulire i bagni pubblici o riparare una telecamera del circuito di videosorveglianza, non ci siano i soldi.

Tra i contrari al provvedimento i consiglieri di Fratelli d’Italia, perché “celebra la morte di una delle più belle e storiche forme di commercio in città”. Dura la nota stampa diffusa ieri: “Pensare di fare cassa sugli esercizi commerciali, con una politica figlia del peggiore statalismo, è l’ennesima prova dell’approssimazione con la quale viene amministrata la città – dichiara il consigliere della commissione Commercio, Maurizio Politi – invece di intensificare le affrancazioni e gli incassi degli oneri concessori, dando alle casse comunali un po’ di respiro, si è deciso di colpire i più deboli, puntando il dito delle imposte contro mercati ed esercizi di vicinato”. Gli interventi necessari, invece, sarebbe altri. “Dobbiamo immaginare una più ampia possibilità di aprire alla somministrazione, un’opera di riqualificazione che sostenga gli operatori, magari scontando le imposte comunali in cambio di interventi strutturali e un numero maggiore di artigiani all’interno”.

(2) COMUNICATO DI ROMA CAPITALE : COMMERCIO. MELONI “NESSUN AUMENTO DELLE TARIFFE NEI MERCATI RIONALI, MA INVESTIMENTI TRASPARENTI PER RIQUALIFICAZIONE STRUTTURE”

Roma, 26 gennaio 2017 – “Sui mercati rionali non abbiamo aumentato le tariffe e non lo faremo in futuro. Vogliamo anzi investire nella riqualificazione delle strutture che non è stata realizzata finora in maniera efficiente. Vogliamo farlo perché gli operatori meritano di lavorare in strutture sicure“. A dirlo l’assessore allo Sviluppo economico Adriano Meloni in merito ad alcune notizie riportate dalla stampa su presunti aumenti dei costi a carico degli operatori dei mercati rionali.

Da oltre 10 anni le AGS (Associazioni di gestione servizi) gestiscono in regime di convenzione oltre l’80% dei mercati coperti e plateatici attrezzati della Capitale.

In questi anni vigeva un accordo per cui le Ags hanno incassato l’80-90% delle quote di occupazione suolo pubblico versate dagli operatori lasciando al Comune solo il 10-20%. Questo modello era finalizzato a finanziare le attività di manutenzione ordinaria, guardiania e pulizia delle strutture mercatali”, spiega.

“Ad oggi molte strutture presentano criticità che si sono accumulate nel tempo. Da un’analisi dei bilanci presentati negli ultimi 2 anni dalle singole AGS è emerso che l’importo utilizzato in maniera coerente con le voci di spesa per la manutenzione raggiunge mediamente il 50%, a fronte di quote trattenute dalle AGS che sono arrivate fino al 90% del totale.
Per questo, non volendo aumentare le tariffe a carico degli operatori, l’Amministrazione –
conclude – intende ora impegnare questi fondi in maniera diretta, efficace e trasparente per il rilancio dei mercati“.

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