Mercato Nuovo Esquilino


Municipio  I

Data:  maggio 2015

                                                                            A cura di maria spina

Indirizzo: via Principe Amedeo 184 – 00185

Anno di costruzione: 2001 alimentari; 2004 abbigliamento

Giorni di apertura: lunedì-sabato

Orari: lunedì-mercoledì-giovedì 05.00/15.00; martedì-venerdì-sabato 05.00/17.00

Siti: http://www.mercatidiroma.com/nuovo-mercato-esquilino-ex-piazza-vittorio/esquilino

http://www.anvaromamercati.it/mercato-esquilino-roma-centro-storico/

Gestione: Ags CO.RI.ME

 

Tot. box vendita*: 133 alimentari di cui operativi 133;

54 abbigliamento di cui operativi 54

Produzione propria: 2 box; pescheria: 18 box; attività diverse: casalinghi e detersivi, drogheria

Canone mensile del box (valori medi): € 25,00 al Comune + € 250,00 all’Ags

L’Ags si occupa di tutto: manutenzione ordinaria e straordinaria; pulizie e vigilanza (non ci sono oneri per il Comune)

 

Servizi igienici: 8 gabinetti gratuiti.

Impianto elettrico: a norma, serve anche per 5 ascensori e per l’impianto di climatizzazione

Impianto idrico, scarichi e fognature: funzionanti e senza problemi

Condizioni generali dell’edificio: l’edificio degli alimentari è piuttosto malandato

A suo tempo, la ristrutturazione è stata male eseguita dall’impresa di costruzioni

 

Raccolta rifiuti: differenziata solo per gli scarti vegetali.

L’Ama ha subappaltato la pulizia a una cooperativa. Non è stata mai autorizzata la centrale di riciclaggio dei rifiuti richiesta dall’Ags (e da realizzare a proprie spese)

Parcheggio: gestito dall’Ags, rende al netto circa € 6.000,00/mese

Aperto anche nei giorni festivi, serve pure il vicino teatro Ambra Jovinelli

 

* da I Mercati comunali a Roma, ricerca effettuata nel 2012 dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, risulta un totale di 54 box

 

 

 

(Dall’indagine del CNA 2013 “Ripensando il Mercato Rionale”; scarica indagine CNA formato scaricabile)

 

“Esquilino” via Filippo Turati

 

Delle cronache del primo Novecento, che raccontavano l’afflusso concentrico verso piazza Vittorio di traballanti carrettini, stracolmi del raccolto contadino destinato all’approvvigionamento di una cittadinanza che veniva da ben oltre i confini del quartiere, non rimane che la sola lettura storica. Dal 2 ottobre del 2001 il mercato dell’Esquilino è altra cosa. In quella data venne inaugurata la struttura ospitante il settore alimentare, ricavata da quella che era la ex caserma militare Pepe. Il 19 maggio del 2004 fu la volta del comparto non alimentare, che trovò posto nell’attigua ex caserma Sani. Fu un’operazione ardita, quella avviata dall’assessore Claudio Minelli, incalzato da un’opinione pubblica “cittadina” che riteneva improrogabile la riqualificazione della piazza e la delocalizzazione dello storico mercato. E gli stessi operatori si rivelarono prezioso partner, dal momento che la loro Cooperativa finanziò per intero e con 5 miliardi delle vecchie lire la complessiva progettazione, riguardante cioè anche la costruzione del vicino albergo, del parcheggio interrato e la trasformazione dell’edificio di via Giolitti che tempo addietro aveva ospitato la Centrale del Latte comunale.

Appena inaugurato, il complesso ospitante le attività alimentari fece emergere problemi alla pavimentazione, alla rete fognaria e alla mancata climatizzazione degli ambienti. Queste problematiche, dopo qualche anno, costrinsero il Comune a porvi rimedio, anche se l’allestito cantiere contribuì a creare ulteriori disagi agli operatori. Purtroppo il problema della climatizzazione non si è risolto e, soprattutto, è causa di elevati consumi energetici. L’Associazione degli operatori propone da tempo all’Amministrazione di intervenire soprattutto predisponendo l’automatismo della chiusure delle tante porte di accesso ovvero facendo ricorso alle cosiddette barriere d’aria. Tra le problematiche emerse anche quella relativa alle perdite delle condotte idriche, per le quali gli uffici dipartimentali hanno accertato la non responsabilità dei rivenditori, ma sulla quale pende una sostanziosa richiesta da parte dell’ACEA. La funzionalità del mercato è carente anche in termini di spazi messi a disposizione per lo scarico delle merci e per lo stazionamento dei relativi automezzi. L’attuale organico degli operatori è in maggioranza rappresentato da immigrati che rendono davvero multi-etnico il mercato stesso. Prevalente la comunità asiatica nel settore ortofrutticolo, quella rumena tra le macellerie, quella egiziana nel settore ittico, quella cinese all’interno del complesso che ospita il commercio di merci varie ed un paio di laboratori di sartoria.

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