I mercati nel programma di Marino

Programma Ignazio Marino Mercati rionali

(Dal programma Roma è vita del Sindaco Marino) scarica il programma completo programma_marinosindaco

(…)

ROMA E’ VITA – UNA CITTÀ CHE ATTRAE

1.RIPARTIRE DAL COMMERCIO, DALL’ARTIGIANATO E DALLL’AGRICOLTUR

1.2. RISCOPRIRE I MERCATI RIONALI E VALORIZZARE IL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE

A Roma sono censiti oltre 120 mercati rionali e una fitta rete di mercati saltuari, di piccole, medie e grandi dimensioni nei singoli municipi. Un grande patrimonio della città, punto di riferimento per gli acquisti di tutti i giorni.

Cambiamo tutto a partire da:

◊ Specifici progetti di valorizzazione.

◊ Riqualificare le strutture e ampliare i servizi offerti e gli orari di apertura.

◊ Organizzare corsi di formazione per la crescita verso nuove forme e tipologie di vendita.

◊ Mettere in rete i mercati di Romacon un’offerta di servizi evoluti e strumenti innovativi, tra cui l’e-commerce, la consegna a domicilio per disabili e anziani.

◊ Inserireall’interno dei mercati i Centri servizi dell’amministrazione e piccoli ristoranti.

◊ Introdurre banchi per la vendita di prodotti biologici, di prodotti locali e di prodotti equo-solidali.

◊ Semplificare e accelerare le attuali procedure amministrativesia relative alla gestione (trasferimenti, reintestazioni ecc.) sia alla concessione dei banchi rimasti vuoti.

I mercati dovranno disporre di parcheggi custoditi per le biciclette e di stalli di bike sharing e le nuove realizzazioni, da prevedere nelle aree più periferiche della città, dovranno essere pensate e collocate per permettere alle persone di andare al mercato usando il mezzo pubblico. La nostra idea di fondo è quella di recuperare il concetto di piazza-mercato. Sarebbe poi auspicabile la diffusione in tutti i mercati di Roma del servizio di acquisto on line e di consegna della stessa a domicilio, anche in un nuovo e più moderno rapporto con il CentroAgroalimentare di Roma (C.A.R.).

Infine, appare ormai, assolutamente necessario, rivisitare l’inserimento nella città di tutte le attività commerciali su area pubblica, coinvolgendo gli operatori del settore. In un quadro di regole più chiare e più semplici che restituiscano una certezza del diritto agli operatori, questi possono concorrere a una ridefinizione anche del decoro urbano, valorizzando le proprie attività e inserendosi più armonicamente nella vita urbana

ROMA È VITA –  UNA CITTÀ CHE CURA

CAMBIAMO IL VOLTO DELLA CITTÀ. URBANISTICA, ABITARE, DECORO E SPAZI VERDI

Una strategia d’insieme per la rigenerazione  urbana. Evitare la proliferazione di progetti non coordinati di impronta prevalentemente edilizia e promuovere la definizione di regole e di obiettivi chiari che costituiranno la base di riferimento per la collaborazione con gli operatori privati, con le imprese e con gli investitori, per garantire una migliore qualità dei progetti e tempi attuativi più brevi. Non ci saranno più delibere in variante a seguito di accordi parziali e puntuali con singoli operatori.

Tre sono le direttrici lungo cui svilupperemo la strategia per la rigenerazione urbana.

(…)

Una seconda direttrice riguarda le grandi strutture dismesse realizzate o ristrutturate
in epoca otto-novecentesca, agli albori della grande trasformazione urbana: caserme
e carceri, ospedali e manicomi, mattatoi e gasometri, ex depositi, mercati, ex fiera. La sottocultura dominante ha guardato a questi beni, che generalmente hanno perso l’originaria funzione, con un unico scopo: massimizzare il valore di scambio o, in modo del tutto equivalente, considerare la consistenza edilizia come asset patrimoniale da iscrivere a bilancio. L’amministrazione Alemanno ha praticato in modo sistematico questa sottocultura a cominciare dalla svendita dei mercati e ha portato avanti la proposta di dismissione dei depositi Atac, sottovalutando le potenzialità di questi beni connesse al
valore d’uso: dall’abitare al lavoro, dai servizi pubblici all’accoglienza, alla cultura e all’arte.
Raccoglieremo e stimoleremo tutti i contributi e le proposte per la loro riqualificazione e per restituire questi spazi a una piena utilizzazione.

Persino i mercati rionali, assai più che in altre città, per larghissimi strati della popolazione sono il punto di riferimento. Per tali ragioni investire nella dimensione di quartiere, significa, in termini positivi, lavorare al rafforzamento della coesione sociale, tanto più in una città in cui oltre il 44% delle persone vive da sola.
Investire nel quartiere.

Spazi per la socialità e la produzione culturale.
Le scuole, le biblioteche, la casa del welfare che vogliamo istituire, i mercati rionali, i
teatri di cintura e gli spazi per coworking costituiranno una rete di spazi pubblici diffusi
con cui vogliamo favorire l’incontro e la socialità e affermare il diritto alla città inteso come
emancipazione culturale e sociale degli abitanti.

 

One thought on “I mercati nel programma di Marino

  1. Pingback: I mercati rionali devono restare un patrimonio di tutti |

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...